Ondalternativa
Album - Umorismi Neri
Venerdì 18 Giugno 2010 16:46

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Band nata nel 2005 ma non per questo “novella”, i Rhumornero sono la simpaticamente malsana unione del cantautore Carlo De Toni con il batterista Giacomo Macelloni (già Prozac+ e Super B), il bassista Antonio Inserillo (già Tossic, Death SS e noto produttore) e, all'inizio di questo propizio 2008, con il secondo chitarrista Ettore Carloni (anche lui con un  passato nei Super B).

Passato di tutto rispetto, dunque, per i quattro rocker toscani, che infatti traspare dall'ottimo sound di queste dieci tracce di Umorismi Neri. Il loro background e le loro ispirazioni sono varie (ovviamente rock, dolcemente dark e straordinariamente indie-pop), ma complessivamente i Rhumornero portano avanti in maniera concreta e abbastanza pulita il rock a 360° di matrice italiana, il cui albero genealogico ha le radici solidamente piantate in band come Litfiba e Interno 17 e i cui rami fioriti sono diventati varietà di Marlene Kuntz, Afterhours e Negrita, i cui petali non smettono mai di assimilare tutta la tossica anidride carbonica di un'Italia splendidamente imperfetta per cercare di trasmettere a loro modo un ossigeno di diverse qualità, che per quanto riguarda i Rhumornero è sicuramente geneticamente modificato, dal momento che, respirandolo, tornano a galla, come melma verdastra, tutte le ossessioni e le mentali lotte che asfissiano la mente nei momenti di cedimento alla riflessione pessimistica.
Resta inconfutabile, però, che la musica, come l'arte in genere, è sempre in qualche modo uno sfogo e una piccola evasione dalla realtà materiale che ci circonda, dunque il pessimismo intrinseco in Umorismi Neri finisce per esorcizzare le ossessioni dell'ascoltatore e dà quasi un senso di sollievo.

Da ascoltare e riascoltare sono sicuramente L'inglese, Punto di Vista, Porto i Segni e Il deserto, con quell'introduzione che ti culla e ti rassicura all'interno del tuo incubo.
I Rhumornero non si allontanano dagli standard del genere e non si sbilanciano in astruse sperimentazioni, ma, come ho detto spesso, non sempre la creazione di qualcosa di nuovo è necessaria: spesso è meglio lavorare con coerenza (e in Punto di Vista ci cantano che “ho una pessima opinione di chi vanta coerenze...”massì!).

Fonte: www.ondalternativa.it

Autore: Doriana Tozzi