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BIOGRAFIA UFFICIALE DI ETTORE CARLONI SECONDO CARLO DE TONI Tardo pomeriggio, Ettore si prepara per una cenetta tra amici per festeggiare l'anniversario della sua nascita, si discute su cosa mangiare e non si discute su cosa bere, e' l'undici settembre duemilauno , una data che nel memoriale collettivo resterà storica per il messaggio di distruzione che lascerà l'umanità in un sottofondo di ansia e inquietudine, quella sera il brindisi fu lento e distratto e verso sera quando ormai tutti erano rincasati la fender stratocaster di Ettore si distraeva con un giro in MI minore dolce e malinconico...arrogante e borioso.
Ettore Carloni nasce a Pontedera l'11 settembre 1970. Vive in un paese nella provincia di Pisa "Santo Pietro Belvedere" immerso nelle colline toscane da sempre, da generazioni. Passa un’infanzia tranquilla in una famiglia numerosa, ama giocare da solo e passare più tempo possibile in compagnia del nonno… burbero e taciturno. Il suo carattere scuro introverso e manesco lo porta ad essere soprannominato "il tagliagole", ama pescare da solo di notte fumare e bere il vino. La storia narra che nella sua soffitta vive un pianoforte a coda che colora la casa di magia di bellezza e di musica con il quale passa ore instaurando un rapporto intimo e profondo ma è l’incontro con una chitarra polverosa dimenticata da tutti che riesce a sollevare gli angoli della bocca in un impercettibile sorriso, le sue curve gli ricordano una donna sognata, il calore del legno gli regala immagini di boschi fiumi e laghi incantati e il suo suono gli fa vibrare il cuore.. cosi l'idea della musica impregna i muri e le fondamenta, prende luogo e si impadronisce della casa. A 21 anni finisce gli studi dopo 3 bocciature sparse e assemblate ad un'ignobile condotta scolastica, ottiene comunque il diploma di geometra e arriva la svolta. Parte per il servizio militare e incontra nuove persone, in una convivenza forzata, instaura nuovi legami e approfondisce la sua persona. Quando torna a casa l'unica cosa che riesce a fare volentieri e' suonare la chitarra, bere del buon vino e fumare. Dopo alcuni anni arriva il rock, suona in una band in paese con il cugino e altri amici, sono giovani e affiatati, suonano ovunque senza tregua e ciò che poteva sembrare apparentemente impossibile si rivela infondato. Il successo arriva presto trasformandosi nella maniera più naturale possibile nella nuova rivelazione del panorama rock italiano. E’ il 1998 le tv e le radio passano ripetutamente il loro singolo "AMORE DISPERATO" (canzone di Nada riarrangiata rock) tournee interviste furgoni e hotel, il sogno di ogni ventenne e non solo...Ettore ha 28 anni ed e' il più grande del gruppo con lui Simone, Giacomo, Alessio e Tabitto; il loro nome risuona dappertutto sono i "SUPER B" e l'estate si preannunciava molto calda.. Un tour di 180 date li vede macinare chilometri partecipare a trasmissioni, interviste, ritrovi mondani ecc. Nelle poche pause Ettore torna a casa dalla sua donna di sempre (Barbara), dagli amici di sempre, dal solito buon vino e alla sua immancabile pesca… da solo … di notte. Il futuro della band viene stroncato avidamente nel 2000 dopo l'uscita del secondo disco, il gruppo si sparpaglia e il sogno viene assorbito dalle incertezze. Si a priva un nuovo capitolo "…torna l’ombra sul suo viso, torna il vino nel bicchiere... " (guccini) inevitabilmente ..inesorabilmente. IL NUOVO CAPITOLO tra il 2000 e il 2008 Ettore milita attorno alla musica con piccole apparizioni con amici e con diverse esperienze di studio soprattutto con "Pierpaolo Guerrini" arrangiatore e collaboratore da sempre di Andrea Bocelli, il tempo passa e le occasioni arrivano quando e' il giusto momento. Arriva il 2007 e arriva la terza svolta. Una sera di ottobre Ettore e barbara vengono invitati da Giacomo Macelloni (batterista dei SUPER B) a vedere un concerto della sua nuova band i "RHUMORNERO" Ettore ne resta estremamente affascinato e fu proprio quella merdosa sera semifredda di ottobre che il demone prese il sopravvento su di lui. Quando tornò a casa suonò tutta la notte e sognò ancora una volta di risalire su di un palco. Quella notte tutta Santo Pietro ascoltò la sua chitarra echeggiare per tutte le vie come un'animale notturno in cerca della sua preda... Qualche mese dopo fu contattato dai RHUMORNERO con la proposta di una nuova avventura. dopo tre notti di riflessioni accettò. beh che dire... Sono stato chiamato circa 2 mesi fa da Giacomo, con il quale ho suonato per circa 10 anni (o sono di più...? boh) per entrare a far parte di questo gruppo. La cosa mi ha lusingato non poco perchè sapevo che il gruppo era nato per 3 elementi ed era sempre stata una prerogativa fondamentale. Le prime prove sono state per me un'emozione veramente forte perchè avevo già il promo da tempo e avevo visto una loro performance live che mi aveva veramente impressionato: potenza, precisione, ottime melodie ben arrangiate e bei testi..."cazzo che gruppo" pensai... Adesso eccomi quà a vivere dall'interno un progetto che non è nato da un giorno all'altro, a suonare con ragazzi che sono prima di tutto dei musicisti (e per musicisti non intendo solo saper suonare il proprio strumento, è una situazione mentale di ogni giorno, se vogliamo anche fisica...) e delle ottime persone nei confronti dei quali, sin dal primo giorno, non ho sentito il minimo disagio... Personalmente, ho avuto molte altre esperienze in questi anni "post SuperB", tra le quali ho avuto la fortuna di lavorare in studio per Pierpaolo Guerrini (collaboratore e arrangiatore di Andrea Bocelli) con il quale ho registrato pezzi di artisti vari anche non italiani. Ma la voglia del palco era veramente tanta, nulla può regalare emozioni così forti come calpestare le tavole di un palco... Da tempo pensavo di tornare a suonare anche se nel luglio scorso ho avuto paura di non poter suonare mai più per un brutto incidente a 3 dita della mano sinistra con asportazione dei polpastrelli letteralmente riattaccati a suon di punti ed un conseguente stop totale di 6 mesi (il più lungo da quando ho cominciato a 14 anni). L'occasione è arrivata e dopo alcune titubanze ho deciso di buttarmi in questa avventura. Ringrazio gli RH e spero di riuscire a dare qualcosa a questo gruppo che mi ha accolto come uno di loro e mi ha permesso di provare ancora quelle emozioni che da tempo non provavo più ... Etto.
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