Carlo De Toni
CARLO
DE TONI


Voce

e' strano.

d'un tratto mi sorprendono ricordi lontanissimi che credevo persi, mi rivedo dentro una culla, in montagna, a tambre, mio nonno suona il violino di fronte a me, segue uno spartito, i suoi movimenti assumono una danza sempre piu energica fino al giungere di un violento soffio di vento che spazza via i fogli dal leggio, nulla pero' sembra fermarlo, continua imperterrito nella sua solenne esecuzione sempre piu un alto fino a toccare il cielo con il suo archetto di legno, la sua figura sembra emanare luce, le piante, il lago ed ogni forma di vita sembrano accompagnare il suo viaggio reale-immaginario.. chiudo gli occhi e dopo un istante sento una carezza dall'alto...e' li che mi guarda...sta piangendo di gioia, una lacrima cade sulla mia fronte e l'incantesimo e' riuscito...mi guarda diritto negli occhi, lui sa gia' che anch'io verro' rapito da quella strana magia che la gente chiama "musica".

Il pianoforte di mia madre suonava con discrezione una dolce "per elisa", erano pochi gli attimi in cui si concedeva il lusso di suonare, aveva trascorso dieci anni di conservatorio per ritrovarsi ad accudire una casa e due figli capricciosi, non per dire che non li volesse ma un po' di quella vita forse gli mancava, lei una vita propria non ce l' aveva.

Con aria rattristata guardava me ascoltare a tutto volume il pop degli anni ottanta, avevo sei anni e imitavo i Duran Duran con una stratocaster di plastica.

Gli studi classici e il solfeggio mi mettevano una noia che dopo un'ora diventava paranoia,avevo undici anni mi applicavo poco e non davo buoni risultati, a quattordici anni vendetti il mio preziosissimo tavolo da ping-pong per comperarmi la prima chitarra elettrica, una tamaki azzura e un amplificatorino da dieci watt "gorilla".

Gli anni passavano e il rock in generale sembrava la mia devozione, l'heavy metal, il trash fino al death metal erano i miei studi principali, l' avvento dei "Nirvana" segno' radicalmente la nostra generazione e la mia maniera di suonare.

nel luglio 1990 (credo il 18) un avvenimento dalle dimensioni bibliche sconvolse la mia vita, mi trovavo a Venezia con la mia famiglia per assistere alla famosa festa del "Redentore" fatta di fuochi d'artificio e musica...quella sera si esibivano davanti a noi i Pink Floyd. in un giorno e una notte montarono un palco galleggiante alto quanto la torre di babele, ero presente, senza parole osservavo la grande macchina dei sogni realizzarsi per poi concedersi. avevo quindici anni.

fu il mio primo concerto live..forse troppo grande, ma quella sera mi ricordo benissimo, qualcosa cambio' , David Gilmour  mi strego', mi porto' via per sempre e mi innamorai completamente...poco dopo arrivo' Jimmy Page con i Led Zepelin, John Lennon con i Beatles e tutti gli altri..desideravo ardentemente di fare il chitarrista rock in una band e incarnare Kurt Kobain.

Dai sedici ai diciannove anni suonai con gli "azazelo" una marea di concerti nella provincia di padova, eravamo giovanissimi e suonavamo benissimo, il cantante Giorgio Gobbo fu il primo a proiettarmi nella composizione, scriveva bene e a lui devo davvero moltissimo, non lo vedo da piu di quindici anni.

il canto arrivo' piu tardi, verso i ventidue anni, spinto da Manuel Massarotto cominciai a scoprire la mia voce che non aveva e non ha mai avuto grandi qualita' nascoste ma un grande desiderio di "dire" delle cose.

per il canto mi ispiro da sempre ad artisti quali Franco Battiato e Giovanni lindo Ferretti  per il loro "modo" e la loro "grazia". "Linea Gotica" dei C.S.I. e "gommalacca" di Battiato furono due dischi che in qualche modo influenzarono molto la mia maniera di fare musica.

Nel 97', dopo diverse esperienze, mi trasferii in toscana per suonare con una band di musica gitana, cominciai a studiare il basso e la batteria e nel 98' aquistai il mio primo multitraccia analogico ad otto piste, scrivevo i miei brani e me li registravo suonando tutti gli strumenti che mi servivano, penso di aver scritto sei o sette dischi in camera mia.

credo davvero che "il multitraccia" sia stata la piu grande scoperta, lo ritengo il mio strumento perfetto,  colui che permette infinite possibilita' creative, tutto insieme in due mani sole...non so davvero come spiegare, da un semplice giro del cazzo accadono cose inspiegabili che si trasformano piano piano e che  da sole, prendono strade proprie...

La prima grande svolta me la diede Marco Scaremelli che produsse il mio primo cd di cinque pezzi registrato in uno studio professionale a Genga (an) con Emiliano Cecere e Graziano Ragni dei "politbùro" vincitori di san remo giovani nel 95...97...non mi ricordo. nel 99' conobbi l'artista polivalente Marco Mencacci che mi propose di arrangiare un musical con una compagnia teatrale locale, la "scenica frammenti" (con cui collaboro tutt'ora) il musical si intitolava "R&G" Romeo e Giulietta il musical. fu un'esperienza meravigliosa, un cast di sette attori cinque musicisti e tre tecnici (vedi www.scenicaframmenti.com ) l' otto luglio 1999 presentammo la prima nazionale a Lari (pi) e fu un successo che si protrae fino ai giorni nostri.

tre giorni dopo, l'11 luglio mia madre mori' per un cancro al cervello all'eta' di cinquantaquattro anni. prima della sua partenza riuscii a dirgli che stavo diventando un musicista serio che avevo toccato il cuore delle persone e che avrebbe sentito il mio eco anche se fosse stata a milioni di anni luce di distanza. la morte ce la strappo' via con violenza e dolore cancellando tutte le fantasie di un destino morale e di un dio buono. dio non esisteva. esistevamo noi.

con la scenica frammenti lavorai anche al secondo musical "atroce favola" (vedi sito) e a diversi skatch teatrali con due strumenti. la mia passione per la registrazione mi porto' a lavorare al s.a.m. studio di Mirco Mencacci per tre anni circa, scrivevo e registravo il mio materiale seguito dalla produzione di Mirco e da un fonico, Etienne Cauhrel, in quel periodo ho imparato moltissimo..

fu nel 2001 davanti ad un distributore di benzina che conobbi Giacomo Macelloni..da quel momento abbiamo sempre suonato insieme in tutte le produzioni che ci arrivavano, ci siamo divertiti da morire io tiravo dentro lui e lui tirava dentro me..fino alla nascita dei RHumornero.

in questi anni gli incontri sono stati tanti, sono stato per anni chiuso in camera a fare la cosa che piu mi sembrava giusta cioe' scrivere canzoni, parole, pensieri, penso di non essere mai stato un gran manager di me stesso, le mie opere sono sempre state chiuse tra quei quattro muri che parlano di me e che a volte non riconosco neppure, le colline di fronte casa, il multitraccia, le mie piccole certezze, le fondamenta del mio piccolo castello che non e' mai stato di carta.

spero che la mia strada vada avanti senza troppi punti morti che i mie sogni siano tanti giu dal colle a tutti quanti.

Carlo De Toni.

 

Carlo

il rock, in generale, sembrava la mia devozione, l'heavy metal, il trash fino al death metal erano i miei studi principali...

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l' avvento dei "nirvana" segno' radicalmente la nostra generazione e la mia maniera di suonare...

Vocal

sono stato per anni chiuso in camera a fare la cosa che piu mi sembrava giusta cioe', scrivere canzoni, parole, pensieri...

De Toni

spero che la mia strada vada avanti senza troppi punti morti che i mie sogni siano tanti...

Live

riuscii a dirgli che stavo diventando un musicista serio che avevo toccato il cuore delle persone e che avrebbe sentito il mio eco anche se fosse stata a milioni di

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